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mercoledì 23 maggio 2012


or ora alle 14:40


La corsa come gesto primitivo

Usain Bolt
La corsa è un gesto arcaico quindi è assolutamente da praticare: correre da al nostro organismo stimoli importanti altrimenti difficili da ottenere con altri tipi di movimenti.
Purtroppo tendenzialmente si è diffusa una visone molto meccanicistica e settoriale del movimento umano: “la corsa fa bene a questo e male a quello, i pesi fanno bene a quello ma …” ecc.
E’  fondamentale capire che non esiste la “corsa”…esiste una persona che corre (o che fa esercizi).
La persona che sta correndo (chiunque questa persona sia) fa bene a correre perchè lo ha fatto almeno per 100.000 anni, lo ha fatto nelle steppe, nella savana, sulla sabbia e nella neve, nel fango e sulle rocce ed ha bisogno di farlo.
Il punto è che questo è vero per la corsa tanto quanto per gli altri gesti arcaici: se corriamo e basta stiamo dando al nostro organismo uno stimolo squilibrato… non per difetti o carenze intrinseche nella corsa ma perché, nel quadro generale, mancano altri elementi fondamentali.
Sarebbe come se mangiassi solo lattuga… fa male? No anzi fa benissimo, solo che hai bisogno anche di qualcos’altro.
Tieni poi presente che se già corri tanto non ti è necessario investire lo stesso tempo e le stesse energie che investi nella corsa in ognuno dei gesti arcaici, sarebbe improponibileTi basterà alle volte aggiungere o se non hai tempo, sostituire, qualche allenamento integrando appunto gli altri gesti. Vedrai che salto in avanti.

I risultati ottenuti da un podista dopo un corso

Qualche mese fa mi ha scritto un podista che dopo la Settimana Arcaica ha avuto un notevole incremento delle prestazioni  e la cosa bella è che questo incremento è stato dovuto non ad un lavoro specifico sulla performance (che non abbiamo proprio fatto) ma da un riequilibrio generale di tutta la configurazione somatica e quindi da un più alto livello di benessere.
Questo è il punto cardine di uscire da una visione frammentaria per recuperare le nostre abilità ed esprimere le nostre potenzialità nel modo più integrale possibile.
Quindi se una persona allena già tanto determinati gesti primitivi, come può fare, ad esempio, un lottatore, o una danzatrice afro, un apneista, ecc gli/le basterà veramente poco per far scaturire il suo potenziale.
Anche la persona che invece parte “da zero” si trova a poter esprimere il suo potenziale fisico e psicofisico innalzando il suo livello di benessere, col semplice allenamento di questi pochi gesti di base.

Migliorare le prestazioni col Movimento Arcaico

Migliorare le prestazioni nella corsa attraverso l’approccio del movimento arcaico è fattibile e anche relativamente facile.. ora metto giù i primi punti che mi vengono in mente in base ai risultati ottenuti con podisti con cui ho lavorato:
  • Un miglioramento importante deriva dal miglioramento delle abilità ritmiche del cervello. Quando l’atleta migliora la propria capacità ritmica a livello cerebrale (e più probabilmente cerebrale) allora migliora la coordinazione in tutti i gesti, soprattutto in quelli ritmici che implicano una buona abilità di time keeping come appunto la corsa, il nuoto, il canottaggio ecc. Quando si entra nello stato ritmico perfetto, spesso si ha la sensazione che il terreno ti dia la spinta: è una cosa che succede agli atleti di altissimo livello o anche a certi dilettanti quando sono in uno stato di grazia. Con l’esercizio ritmico ci arrivi sistematicamente.
  • Un altra cosa importante è il miglioramento del tono: come tutti sanno un atleta con un eccesso di tono (quindi troppo teso) o con una carenza di tono (poco energico) difficilmente potrà esprimersi al meglio. Come qualsiasi agonista di un certo livello sa bene, la gestione ottimale del tono è importante per la corsa su qualsiasi tipo di distanza dai 60 metri all’ultra maratona; anche se ovviamente le dinamiche e le difficoltà che si presentano sono molto differenti.
  • Migliora l’allineamento: l’allineamento della struttura osteo-articolare nonché gli equilibri muscolari sono una condizione importantissima per correre bene, soprattutto per quel che riguarda le medie e lunghe distanze. L’impatto di ogni passo viene assorbito da tutta la struttura, se questa è ben bilanciata l’impatto è assorbito in maniera ottimale e le forze si trasmettono senza problemi, se invece la struttura non è allineata l’atleta deve compiere uno sforzo supplementare per gestire ogni passo. E’ vero che poi molti atleti riescono ad avere buone prestazioni nonostante non siano assolutamente bilanciati… questo è possibile sia perchè adattano il loro gesto atletico alla loro struttura sia perché attuano una serie di dinamiche di compensazione posturale… questo va poi a discapito forse della loro longevità atletica, e ,sicuramente, della salute.
  • Migliora la forza: esercitare movimenti proto-tipici come la quadrupede, i gesti di arrampicata e i sollevamenti ha un impatto enorme non solo sulla forza muscolare pura ma anche sull’abilità dell’organismo di gestire e coordinare la forza espressa dalle varie parti del corpo. Ci sono molti studi* che ormai hanno confermato l’importanza dell’allenamento della forza per migliorare le prestazioni nella corsa su lunghe distanze.
  • Migliora la respirazione: il rapporto tra respiro e prestazione non è ancora stato del tutto esplorato e sviscerato a livello di ricerca scientifica. Quello che ho osservato empiricamente è che recuperare la respirazione archetipica porta l’atleta ad una condizione migliore a livello generale come tono, salute e vitalità; aiuta il recupero, infonde un senso di sicurezza e calma. Quello che invece accade sotto sforzo, ma è solo una mia osservazione, è che una respirazione migliorata e quindi una maggior mobilità di diaframma torace e collo, porti ad una performance con meno tensioni inutili e quindi senz’altro preferibile.
  • Potenziamento di piede e caviglia: come hai visto un importante capitolo di “introduzione al Movimento Arcaico” è dedicato al miglioramento del piede in tutte le sue funzioni di appoggio, spinta, stabilizzazione ecc. Questo tipo di allenamento, purtroppo trascurato da molti podisti, può darti veramente una marcia in più, può prevenire fastidiosi problemi mio-fasciali (dolori muscolari , infiammazioni, ecc) e ti può essere sicuramente utile anche in qualsiasi altro sport che si faccia coi piedi per terra.
  • Il movimento,  potenzia muscoli, solitamente poco utilizzati, che possono portarti ad uno stile di corsa molto più efficiente ed economico… in particolare mi riferisco al gluteo medio e alla muscolatura centrale della schiena.
  

         
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or ora alle 14:35



Kettlebell: se ignori queste informazioni te ne pentirai

Kettlebells
Una delle domande che mi è stata posta molte volte negli ultimi anni è: “cosa ne pensi dei KETTLEBELL”.
Alcuni dei migliori preparatori atletici che conosco li ritengono “del tutto inutili se non dannosi”, per altri invece sono “indispensabili, ti danno la marcia in più!”.
Al di là delle prese di posizione, quello che è innegabile è che dai primi articoli di Pavel Tsatsouline tradotti in italiano su Olympian’s News si è generata curiosità attorno a questi strumenti.
Ovviamente come tutto ciò che proviene dagli Stati Uniti e che è spinto da un marketing aggressivo, presto o tardi è destinato non solo a creare curiosità, ma anche a diffondersi quasi capillarmente e improvvisamente anche in Italia.

I Kettlebell li usava anche mio nonno

Nel caso dei KB, come di molte altre cose, si tratta di un ritorno, più che di una scoperta.
Questi strumenti sono sempre stati utilizzati in tantissime palestre, non sono un’esclusiva americana nè tanto meno russa, come molti affermano.
Mio nonno ne ha sempre avuto uno in solaio ( come la maggior parte dei pesi di prima della guerra).
Basta vedere foto d’epoca di palestre attrezzate o sollevatori di pesi per rendersi conto del fatto che le palle con le maniglie hanno sempre fatto parte dell’arsenale dei patiti del ferro.

Avvertimenti importanti

Una volta sfrondate le affermazioni iperboliche tipiche del marketing USA, rimane l’attrezzo…decisamente versatile e utile, su cui si può dare un giudizio positivo, con alcuni avvertimenti.

1 – Curate la tecnica

I KB sono molto più difficili da maneggiare rispetto ai manubri, per cui l’esecuzione corretta nel minimo dettaglio è fondamentale per evitare infortuni e per ottenere benefici dagli esercizi.

2 – Più recupero

Lo stress sul tessuto connettivo (tendini, legamenti, ecc.) è molto superiore a quello che si verifica con altri tipi di attrezzi.
Quindi può essere necessario un recupero un più lungo rispetto alle normali esigenze della fisiologia muscolare.

3 – Chiarezza

Se hai il minimo dubbio, chiedi ad uno specialista.
Ci sono testi didattici (libri e video) di ogni tipo di qualità, alcuni molto buoni e altri pessimi. Purtroppo molti si sono improvvisati esperti e fanno danni.
Il mio consiglio è di rivolgersi ad un preparatore meticoloso e farsi dare indicazioni precise, al limite tediarlo di domande ma chiarirsi ogni dubbio.

4 – Compensare gli squilibri

Anche con un’esecuzione perfetta i KB possono comunque creare squilibri muscolari (e l’esecuzione perfetta è molto rara).
Potranno essere rapidamente risolti con una attività centrata sul recupero senso-motorio, come ad esempio la Zaryadka o una buona routine di Hata Yoga o di Qi Gong (lo WuJi o i 18 Lohan vanno benissimo).
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martedì 22 maggio 2012


or ora alle 01:00


Sommario
Introduzione
Capitolo 1: Come riconoscere la tranquillità
Capitolo 2: Come comprendere quando si è sotto stress
Capitolo 3: Come utilizzare la meditazione
Conclusione
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Introduzione
Hai mai desiderato essere perennemente tranquillo e fare in modo
che tutte le ansie e le preoccupazioni derivanti dalla vita di ogni
giorno non ti schiaccino? Chi, d’altronde, non l’ha mai
desiderato? È nell’indole umana la ricerca della perfezione,
dell’ideale connubio tra la mente e il corpo.
Raggiungere quest’obiettivo, però, non è semplice e richiede
tantissimo tempo e impegno; prospettive che, voglio essere
sincero, scoraggiano la maggior parte delle persone portandole ad
affermare che non esiste un modo per raggiungere la vera
tranquillità. Ma ti posso assicurare che la verità è ben differente.
Vedi, è nella natura umana credere che alcune cose non siano
fattibili solo perché non le consideriamo materiali. Facci caso: se
ti dicessi che è possibile con un solo movimento del corpo
spostare cinque persone che oppongono resistenza, ci crederesti?
Probabilmente la tua risposta è negativa ma ti posso assicurare
che non solo è possibile ma che anche tu, con il giusto
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allenamento e la giusta volontà, saresti in grado di farlo in poche
settimane.
D’altronde anch’io, un tempo, non avrei creduto a una simile
affermazione ma, dopo aver iniziato ad allenarmi in una disciplina
veramente meravigliosa che ti consiglio, il wing tsun, sono stato
costretto a ricredermi in quanto, a distanza di poche settimane, ci
sono riuscito io stesso.
Vedi, potrei illustrarti centinaia di questi esempi, così tanti da
scrivere un intero volume, ma non è questo il mio intento. Il mio
obiettivo è di fare in modo che anche tu riesca a raggiungere uno
stato di perfetta tranquillità, in modo che la vita di ogni giorno
non sia più un susseguirsi di stress ma una continua felicità
dettata dalla calma, e lo farò insegnandoti i segreti essenziali per
raggiungere il tuo intento.
Sia chiaro, le tecniche che ti insegnerò sono terribilmente efficaci,
a patto di praticarle nel giusto modo: ti guiderò, infatti, passo
dopo passo verso il tuo obiettivo poiché ora è diventato anche il
mio. Voglio che tu riesca a raggiungerlo e ti assicuro che, se
seguirai i miei consigli alla lettera e ti impegnerai, presto ti
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sentirai una persona completamente diversa.
Insomma, desidero fare un patto con te: mi offro di migliorarti la
vita in soli sette giorni ma tu dovrai seguirmi. Infatti, io sarò con
te poiché mentre leggerai questo ebook sentirai nella tua testa le
mie parole, quasi ci trovassimo faccia a faccia e ti stessi
spiegando il mio metodo dal vivo.
Questa guida rappresenterà per te un punto di svolta poiché offre
il meglio che si può trovare sull’argomento. Allora, cosa stiamo
aspettando? È ora di cominciare!

CAPITOLO 1:
Come riconoscere la tranquillità
Cominciamo questo ebook con i concetti basilari sull’argomento.
Non ti preoccupare, non mi dilungherò molto, giusto il tempo
necessario a farti comprendere le basi su cui costruiremo le
fondamenta del tuo futuro stato di tranquillità.
Allora, sii sincero: cos’è la tranquillità secondo te? Immagino la
risposta che mi darai. Uno stato di quiete, di serenità. Ma ti sei
mai chiesto cosa significhi tutto questo? Non preoccuparti se la
tua risposta è negativa, sono qui per questo: la tranquillità è uno
stato mentale in cui la mente non è oppressa da pensieri e angosce
ed è in totale armonia con il corpo.
SEGRETO n. 1: la tranquillità è un particolare stato mentale
in cui la nostra mente è in perfetta armonia con il corpo e non
è oppressa dai nostri pensieri.
Ricordo ancora la prima volta che ho sentito queste parole.
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Allora, ero alla ricerca di un metodo veramente efficace e avevo
appena iniziato a praticare il chi kung, una disciplina estrapolata
dal wing tsun – un’arte orientale focalizzata sull’autodifesa e il
perfezionamento del proprio essere – e piuttosto rilassante.
All’epoca, durante una seduta di meditazione, chiesi al mio
maestro cosa significasse raggiungere lo stato di quiete. La sua
risposta fu la seguente: «La tranquillità è uno stato psichico in cui
la mente non è oppressa da pensieri e angosce ed è in totale
armonia con il corpo». Sul momento non compresi il significato
di quelle parole e lui, avendolo notato, mi spiegò che la
tranquillità è il connubio tra il corpo, la mente e lo spirito.
Soffermandoci sui due livelli più bassi del ciclo in figura, noi
siamo abituati a sentire solo la nostra mente, a seguire i nostri
pensieri. Trascuriamo, invece, il corpo che sentiamo solo nel
momento in cui c’è qualcosa che non va, come per esempio un
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dolore. Questa situazione è sbagliata poiché siamo abituati a
seguire i nostri pensieri, siano essi positivi o negativi, i quali ci
opprimono letteralmente e ci impediscono di essere rilassati.
Facci caso: quante volte ti è capitato di non riuscire ad
addormentarti perché in una particolare giornata hai avuto un
problema a cui non hai mai smesso di pensare? Sicuramente ti
sarà capitato almeno una volta e il motivo è che hai seguito i tuoi
pensieri, ti sei fatto raggirare. Ricordati, quindi, questo semplice
concetto poiché, da solo, è in grado di donarti la serenità: non è
possibile cancellare i propri pensieri ma si può decidere di non
seguirli.
SEGRETO n. 2: i pensieri sono una parte essenziale del
nostro Io e non possono essere cancellati, ma è sempre
possibile decidere di non seguirli.
Questo basilare concetto, però, non è così semplice da applicare
perché il pensiero è una parte essenziale del nostro Io, cioè la
nostra parte più nascosta che, solitamente, non siamo portati a
conoscere. Il concetto dell’Io è piuttosto complicato e teorico (se
sei interessato all’argomento, ti consiglio di leggere
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L’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud, il “padre” della
psicoanalisi) che si può riassumere come un sistema stabile e
centrale che mette in comunicazione le varie parti del nostro
essere e che stabilisce ciò che siamo, ciò che ci piace ecc.
Insomma, quando parliamo di Io parliamo di noi stessi a un
livello più profondo, meno incentrato sulla mente e più incentrato
sul collegamento corpo-spirito. Ed è proprio per questa ragione
che è così difficile imparare a conoscere il proprio Io, in quanto
esso lavora su aspetti che siamo portati per natura a trascurare.
Infatti, se ti chiedessi che cosa significa lo spirito per te,
probabilmente non sapresti rispondermi. Non preoccuparti, però,
perché è del tutto naturale: non siamo abituati ad avere una
percezione riguardo agli aspetti più profondi di noi stessi.




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